Progetti Conclusi

  • Active packaging per prodotti tradizionali (ACTIPACK)
    Il progetto ACTIPACK aveva come obiettivo il prolungamento della durata commerciale di prodotti di tipo tradizionale attraverso l’uso di sistemi di packaging attivo. Tale sistema è stato testato su paste fresche, pane e dolci. Gli alimenti sono stati prodotti presso le imprese aderenti al progetto e Porto Conte Ricerche ha determinato la shelf life dei prodotti “tradizionali” e di quelli con il nuovo sistema di packaging. Per tutti i prodotti studiati è stata aumentata la durata commerciale (shelf life). Ulteriore materiale è reperibile al link https://www.sardegnaricerche.it/index.php?xsl=370&s=258450&v=2&c=12090&nc=1&qr=1&qp=2&o=1&t=3&fa=1 
  • Allestimento di un saggio ELISA per la diagnosi sierologica di echinococcosi cistica negli ovini (SEROVEC)
    L’echinococcosi cistica è una zoonosi cosmopolitica causata dalla forma larvale di Echinococcus granulosus. La malattia nell’uomo desta preoccupazione a causa del suo grave impatto sulla salute pubblica. Le condizioni socio-economiche delle popolazioni colpite dalla malattia, insieme alle informazioni lacunose o addirittura assenti riguardo la sua prevalenza, contribuiscono a definire l’echinococcosi cistica una malattia negletta, così come definita dall’OMS, che necessita pertanto di interventi prioritari in una prospettiva One Health. Lo scopo del progetto, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del bando Ricerca Corrente 2020 in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS) della Sardegna e il Centro di Referenza Nazionale per l’Echinococcosi (CeNRE), ha riguardato lo sviluppo di nuovi protocolli diagnostici per la rilevazione di agenti di zoonosi al fine di fronteggiare rischi emergenti e/o riemergenti. In particolare, si è lavorato allo sviluppo di un saggio ELISA per la diagnosi sierologica di echinococcosi cistica negli ovini.
  • Analisi Sensoristica e Biosensoristica in linea e telemetrizzata applicata alla qualità della birra artigianale (WiForBeer 2020)
    L’obiettivo del progetto era quello di acquisire conoscenze ed esperienze volte a ingegnerizzare e messa sul mercato di servizi di monitoraggio real time e in linea di produzione dei principali parametri di fermentazione della birra artigianale.E’ stato realizzato e validato sull’impianto pilota – microbirrificio di Porto Conte Ricerche un sistema complessivo per il campionamento e analisi sensoristica e biosensoristica per il monitoraggio (remoto e in real time) della trasformazione della birra artigianale, direttamente sulla linea di produzione.
  • CRUNCH – SUNALLE
    Il progetto multidisciplinare ha avuto origine dalla necessità di diversificare in maniera efficace i prodotti della panificazione tradizionale ed in particolare del pane carasau. Nell’ambito del progetto il gruppo di lavoro ha sviluppato soluzioni per la produzione di pane carasau di qualità, preparato con lievito madre, e per la promozione del prodotto attraverso sistemi ICT inediti come applicazione al settore che informino con la massima trasparenza e efficacia produttori, distributori e consumatori.Porto Conte Ricerche, nell’ambito del progetto, ha messo a punto la metodologia per definire e standardizzare l’idratazione degli impasti, inoltre ha definito la shelf life del pane carasau prodotto con lievito madre e messo a punto sistemi di confezionamento con differenti tecnologie.
  • Development of Diagnostic Devices (3D)
    Le attività dei laboratori di Biotecnologie applicate di Porto Conte Ricerche operano da anni allo scopo di individuare marcatori di status (mediante approcci di proteomica, metabolomica e genomica) ed al contempo di sviluppare prodotti e servizi analitici innovativi nel settore della diagnostica in vitro (immunodiagnostici, imaging molecolare, MS, sistemi genetico-molecolari). Grazie alle diverse attività di sviluppo sperimentale intraprese in passato, presso il centro sono ora disponibili diversi strumenti e competenze per la realizzazione della detection quali-quantitativa di marcatori da matrici complesse. Il progetto 3D si è proposto di integrare e implementare il processo di ricerca e sviluppo costituito dalle tre fasi di disegno, sviluppo e validazione di nuovi dispositivi diagnostici a partire da un marker o da un pannello di marker di interesse biomedico/veterinario. 
  • Devices for One Health (DOH)
    Porto Conte Ricerche svolge, da anni, numerose attività nell’ambito della ricerca di biomarcatori specifici e lo sviluppo di metodi diagnostici, attraverso approcci complementari ed integrati, che sfruttano il know how e le potenzialità tecnologiche presenti presso la struttura. Grazie alle competenze maturate dai laboratori afferenti (Proteomica e Immunodiagnostica, NMR e Chimica analitica, Genetica molecolare), il Settore Ricerca Biotecnologie Applicate offre la possibilità di sviluppare prodotti e servizi ad alto valore innovativo che includono saggi “targeted” quantitativi in MS (PRM, Parallel Reaction Monitoring), saggi immunodiagnostici (western immunoblotting, ELISA e lateral flow), oltre che metodi basati su imaging e genetica.Il laboratorio di Proteomica e Immunodiagnostica, in modo particolare, ha maturato esperienza di biomarker discovery e sviluppo di sistemi diagnostici in vari ambiti, ad esempio nel campo delle mastiti di ruminanti (malattie infettive causate da differenti agenti patogeni) e dell’echinococcosi cistica (EC, una zoonosi ad elevata incidenza in Sardegna), sia per la salute umana, che per quella animale. Oltre a tali tematiche, numerosi sono stati gli argomenti di interesse, come lo studio dei delicati rapporti tra eubiosi e disbiosi nell’uomo e in modelli animali, ma anche di patologie di animali da affezione, come le cardiomiopatie feline Il progetto DOH si è proposto di validare e migliorare le perfomance dei prototipi sviluppati nelle precedenti annualità, basati su tecniche di laboratorio di routine “da banco” e sistemi rapidi di facile utilizzo e contestualmente di metterne a punto altri, altamente innovativi e accurati, che sfruttano approcci strumentali diversi ed estremamente avanzati, per la rilevazione di molecole associate a patologie veterinarie (ad es. mastite) e zoonosi (echinococcosi cistica). I prototipi prodotti sono di estremo interesse per numerose aziende biotech, oltre che per i diretti fruitori, quali aziende ospedaliere, oltre che per enti quali l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, ed in particolare il Centro di Referenza Nazionale per le Mastopatie Ovine e Caprine (CReNMOC), per quanto riguarda le mastiti ovine e caprine, ed il Centro Nazionale di Referenza per l'Echinococcosi/Idatidosi (CeNRE), per la diagnosi di echinococcosi cistica, sia umana che ovina.
  • Diagnosi sierologica di Echinococcosi cistica negli ovini: analisi proteomica per l’identificazione di antigeni immunodominanti
    L'echinococcosi cistica (EC) è una malattia zoonotica causata dalla forma larvale di Echinococcus granulosus. Gli ospiti definitivi sono i cani e altri canidi, mentre il bestiame e altri animali sono considerati gli ospiti intermedi naturali; gli umani sono ospiti occasionali intermedi, che possono essere infestati tramite l'ingestione di cibo e acqua contaminati dalle uova del parassita, eliminate con le feci dei cani infetti. Il progetto si è proposto di effettuare uno studio organico che mira alla definizione dei profili immunoproteomici rilevabili nel metacestode di E. granulosus infestante gli organi ovini. Inoltre, lo studio dell’immunoproteoma esteso ad altri parassiti che frequentemente si riscontrano negli ovini quali agenti coinfestanti ha mirato all’identificazione di antigeni specifici per E. granulosus nel tentativo di superare le problematiche correlate con la cross reattività, al fine di allestire dei kit diagnostici con migliori caratteristiche di specificità. 
  • Diagnostici multiantigen per l’echinococcosi cistica (DIMULEC)
    Obiettivo finale della biomarker discovery è la messa a punto di strumenti di diagnosi che siano precoci e che garantiscano un intervento terapeutico tempestivo, a minore impatto economico e con maggiore possibilità di successo. Diverse malattie infettive ad elevata incidenza in Sardegna sono molto rilevanti sia in ambito umano che veterinario, per questioni socio‐sanitarie e zootecniche, rispettivamente. È stato dimostrato che la diagnosi ed il follow up dell’echinococcosi cistica possono essere influenzati da variabili cliniche, quali lo stadio di appartenenza, il numero, la localizzazione e le dimensioni delle cisti. La complessità che ne deriva può giustificare il fatto che ad oggi, nonostante decenni di ricerca nel settore, non sia ancora disponibile sul mercato un test immunologico in grado di diagnosticare l’echinococcosi cistica in maniera sensibile e specifica.     Il progetto DIMULEC ha avuto come obiettivo lo sviluppo di prototipi di sistemi diagnostici “da banco” per la rilevazione dell’echinococcosi cistica umana, basato sull’utilizzo di molecole identificate nelle precedenti annualità, con una valutazione della risposta del test in associazione con lo stadio della malattia. 
  • Diagnostici per ANimali Da REddito e da Affezione (D.AN.D.RE.A)
    Nell’ultimo decennio la medicina veterinaria ha conosciuto un notevole aumento della disponibilità di test diagnostici, di attrezzature analoghe a quelle della diagnostica ospedaliera per la cura di pazienti, nonché di apparecchiature utili per il trattamento degli animali da reddito e da compagnia. Queste modalità di diagnosi e trattamento sono preziose nel fornire informazioni al veterinario, permettendo diagnosi più corrette e trattamenti più efficaci. Oggigiorno i sistemi diagnostici in vitro risultano indispensabili perché mostrano un elevata portabilità, permettono di avere un risultato affidabile e sono di uso facile per l’autocontrollo. Tra le patologie d’interesse in ambito veterinario sono state prese in considerazione una patologia connessa con i sistemi produttivi in ambito zootecnico, le mastiti dei ruminanti, e una connessa con le specie da compagnia, le cardiopatie nella specie felina che presentano un'alta incidenza e risultano molto complesse nella loro diagnosi  Il progetto DANDREA ha avuto come obiettivo lo studio delle mastiti ovine e delle cardiopatie feline al fine di investigare e identificare nuovi biomarcatori molecolari sui quali sviluppare dei sistemi diagnostici in vitro per l’autocontrollo (valutazione al point of care) e per l’analisi presso un laboratorio specializzato. Il progetto ha portato al deposito di un brevetto per un sistema diagnostico della cardiomiopatia ipertrofica felina. 
  • Epigenetica in Popolazioni (Isolati GEnetici) caratterizzate per aspetti Nutrizionali, Omici e Salute (EPIGENOS)
    Il progetto EPIGENOS si propone di utilizzare un approccio interdisciplinare e integrativo per lo studio delle complesse relazioni tra microbiota intestinale, epigenetica, ambiente e salute.L’iniziativa è di natura profondamente interdisciplinare e tiene conto della complessità della realtà biologica, culturale e sociale della Sardegna. Essa è suscettibile di dar luogo a collaborazioni scientifiche e culturali trasversali, presso le Università e i Centri di Ricerca della Sardegna, e di attirare studiosi affermati e giovani ricercatori di varie discipline, in particolare biologi, medici, matematici, fisici, antropologi e filosofi. Il progetto intende inoltre coinvolgere gli operatori che lavorano per la tutela dell’ambiente e della biodiversità e per la prevenzione sanitaria in strutture pubbliche e private.Un elemento fondamentale della discussione scientifica in atto è l’acquisizione che i cambiamenti epigenetici entrano a far parte della memoria cellulare, e perciò sono trasmesse per generazioni attraverso l’ontogenesi e la filogenesi, esercitando un ruolo importante nei processi coinvolti nella formazione e l’evoluzione delle principali strutture e funzioni fisiologiche, ivi comprese le funzioni cognitive.Esiste un sostanziale legame tra il contesto sociale all’interno del quale si vive e le funzioni (disfunzioni) dell’epigenoma. Ciò significa che le diseguaglianze sociali possono tradursi in diseguaglianze di salute, le quali determinano a loro volta diseguaglianze di opportunità e di accesso alla conoscenza. L’obiettivo generale è lo sviluppo di un nuovo approccio allo studio del vivente e delle sue relazioni con l’ambiente naturale, cognitivo e sociale: passare da una concezione gene-centrata a una concezione integrativa dei livelli macromolecolare, cellulare, meta-organico ed ecosistemico.
  • Fine Feed For Fish (AGER 4F)
    Fine Feed For Fish è un progetto di ricerca triennale finanziato da AGER (Agroalimentare e Ricerca) per l’acquacoltura sostenibile, che ha visto la collaborazione tra 7 partner (4 Università e 3 aziende), ma che ha indirettamente coinvolto tanti altri attori della filiera dell’acquacoltura (mangimisti, allevatori, fornitori di materie prime, etc). Durante il progetto sono state identificate e testate su scala laboratporistica e sul campo fonti proteiche alternative alla farina e all’olio di pesce per lo sviluppo di mangimi per spigola, orata e trota iridea.Fra i vari risultati, sono stati identificati correttivi nutrizionali (nutraceutici), valutati benessere nutrizionale, salubrità e qualità del prodotto (pesce) ottenuto, è stata eseguita una validazione economica ed ambientale delle nuove formulazioni su scala pilota ed è stato attuato un piano di trasferimento tecnologico dei risultati al comparto ittico, agli stakeholder istituzionali e al pubblico. 
  • Fiore Sardo (Fiore)
    Dallo studio delle interazioni molecolari acqua-matrice caseosa tramite Risonanza Magnetica è stato possibile discriminare i formaggi tipo Fiore Sardo aderenti al disciplinare (utilizzo di latte crudo) da quelli prodotti da latte termizzato, in due diverse stagioni e per due tempi di stagionatura. I formaggi sono stati prodotti sia seguendo il disciplinare ufficiale del Fiore Sardo DOP, presso 10 caseifici artigianali, che utilizzando latte termizzato da impianti industriali. Il progetto ha permesso di ottenere una statistica adeguata ad una validazione del metodo rilassometrico NMR per la discriminazione dei campioni adulterati.
  • Fish Cookomics (FiCook)
    L’acquacoltura europea e specialmente quella italiana (e sarda) può competere sul mercato globale solo puntando sull’alta qualità delle produzioni. La percezione di qualità da parte dell’acquirente (sia GDO sia consumatore al dettaglio) è influenzata sia dalle condizioni di allevamento che dalla modalità di cottura. Il progetto ha evidenziato, mediante analisi chimico-fisiche, analisi di immagine e sensoriali l’impatto sulla qualità dato dalla dieta del pesce allevato e quello dato dalle modalità di cottura. Lo studio ha riguardato i parametri qualitativi (nutrizionali, di texture, sensoriali) del filetto di orata.Tali informazioni sono preliminari alla stesura di linee guida per la produzione e commercializzazione di filetti freschi, surgelati o precotti (ready to eat). 
  • Introduzione della pesca del Gobbetto striato (Plesionika edwardsii) in Sardegna (GOFREE)
    Il progetto Gofree mira all’introduzione ed incentivazione della pesca con le nasse dei gamberi batiali, detti anche gobbetti (specie appartenenti al genere Plesionika, in particolare P. edwardsii (Brandt, 1851)) nei mari sardi, introducendo misure innovative nel processo di pesca, al fine di favorire l’attività di pesca a batimetrie al momento non sfruttate.L’introduzione delle nasse di profondità in Sardegna porterebbe ad una diversificazione delle attività di pesca incentivando lo sviluppo di questa tecnica, utilizzando uno strumento altamente selettivo in grado di fornire catture esclusivamente di individui adulti e ridurre al minimo le catture accidentali. Inoltre, l’attrezzatura di pesca è stata rinnovata, attraverso lo sviluppo e la realizzazione di nasse con materiali biodegradabili e compostabili a minor impatto ambientale.L'obiettivo primario di Gofree, quindi, è quello di mantenere l’equilibrio ecologico dell’ambiente marino garantendone la conservazione, attraverso un approccio sostenibile applicato alla pesca.Porto Conte Ricerche all’interno del progetto si è occupato di: effettuare un approfondita caratterizzazione delle principali componenti nutrizionali del gobbetto striato presente nell’area mediterranea.Formare gli operatori economici sull’uso del bisolfito per la conservazione del gobbetto e di studiare metodi alternativi di conservazione.
  • MIGLIOVINGESAR
    Il progetto MIGLIOVINGESAR (Miglioramento genetico dei caratteri di efficienza produttiva e riproduttiva, resistenza alle patologie, valore caseario e nutrizionale del latte nella razza ovina sarda attraverso l’utilizzo delle moderne tecnologie genomiche e di metodiche innovative di misurazione dei fenotipi) ha avuto come obiettivo principale la definizione di uno schema di selezione innovativo della pecora di razza sarda, in grado di assicurarne il miglioramento della specie non solo per i caratteri produttivi ma anche per la resistenza alle patologie e la qualità nutrizionale dei prodotti. A tal fine, le attività sono state focalizzate sulla caratterizzazione quali-quantitativa delle principali proteine del latte, mediante un metodo cromatografico sviluppato presso i laboratori di Porto Conte Ricerche, e successivamente i risultati ottenuti sono stati correlati con i vari parametri oggetto di studio, per valutare l’attinenza tra il genotipo e la resa casearia. Inoltre, Porto Conte Ricerche ha applicato sugli stessi campioni di latte un metodo immunoenzimatico, sviluppato “in house”, per la rilevazione di un marcatore di infiammazione della mammella. 
  • NanoC4CoV- Nanomateriali antivirali a base di Carbonio ad elevata biocompatibilità
    In anni recenti, la vivace attività di ricerca sui nanomateriali a base di Carbonio ha rivelato come alcuni sistemi presentino interessanti proprietà per scopi nanomedicali. Tra questi si annoverano i Carbon dots (C-dots): nanoparticelle sferiche di carbonio di dimensioni inferiori ai 10 nm che si sono dimostrate particolarmente attive contro gli agenti virali. Una delle caratteristiche fondamentali dei C-dots è la facilità di implementazione e il basso costo, che permette la realizzazione di sistemi controllati nella composizione chimica e nelle dimensioni. Studi effettuati su varie linee cellulari concordano nel mostrare l'eccellente biocompatibilità dei C-dots, risultando non citotossici anche ad alte concentrazioni. I C-dots con morfologia controllata, derivanti da vari monomeri, si sono dimostrati efficaci contro HSV-1, HIV-1, PRRSV, PRV, HCoV-229E e flavivirus (JEV). Ad oggi il meccanismo di inibizione del virus da parte dei C-dots è controverso e ancora dibattuto. Questo studio permetterà di evidenziare i meccanismi di contrasto ai virus, tra i quali il SARS-CoV-2, su scala nanometrica, sulla base della modifica dei gruppi funzionali presenti sulle superfici dei C-dots e avrà un ruolo decisivo nella comprensione delle proprietà antivirali dei nanomateriali a base di carbonio.Obiettivo del progetto è stato è quello di ampliare la conoscenza sui meccanismi d'azione dei materiali a base di carbonio, ed in particolare dei C-dots, contro i virus, per poi valutarne l’efficacia in vitro su diverse tipologie di virus tra i quali il Sars-Cov-2. Un altro importante obiettivo è stato lo sviluppo di superfici con proprietà antivirali che possono trovare utilizzo negli ospedali, ad esempio nelle sale operatorie e nelle unità di terapia intensiva.I risultati della ricerca sono stati oggetto del brevetto n. 102021000009410 dal titolo: Nanoparticelle antivirali a base di carbonio. 
  • Nuclear Magnetic Resonance Relaxometry for Dairy Products (NMRR4Dairy)
    Il progetto, selezionato fra centinaia di proposte in una procedura comparativa a livello europeo, aveva l’obiettivo di trasformare la rilassometria a risonanza magnetica nucleare (NMR) in uno strumento potente e unico per migliorare e testare la qualità dei prodotti lattiero-caseari e verificarne l'autenticità.  Hanno partecipato al partenariato, oltre a Porto Conte Ricerche, 4 Università e 3 aziende (di cui una sarda), con sede in 4 stati (Polonia, Italia, Portogallo e Turchia). Il progetto, finanziato dal Framework Programme Horizon 2020 dell’Unione Europea, ha avuto inizio a Novembre 2021 e ha organizzato attività ed eventi di formazione, networking, diffusione dei risultati agli stakeholders e di ricerca internazionale rivolti agli stakeholders. 
  • Progetto Cluster - Sviluppo sostenibile della birra artigianale in Sardegna (BiAR)
    Il progetto è intervenuto su diversi aspetti dell’intera filiera produttiva allo scopo di rendere le produzioni brassicole regionali maggiormente competitive sul mercato nazionale e internazionale.Le attività hanno interessato la caratterizzazione e alla valorizzazione di materie prime, l’ottimizzazione della tecnologia di produzione e l’uso alternativo degli scarti di produzione.Porto Conte Ricerche ha sviluppato le seguenti attività:Tutte le informazione relativi al progetto (obiettivi, risultati, relazioni, interviste, etc) sono reperibili al link:https://www.sardegnaricerche.it/index.php?xsl=370&s=393019&v=2&c=95079&nc=1&sc=&qr=1&qp=2&fa=1&o=1&t=3 
  • Progetto Cluster: Antiche Varietà per l’Innovazione dei Prodotti da Forno (AVIPROFO)
    Il progetto affronta le criticità manifestate dalle aziende del settore:- difficoltà di innovazione di prodotti da forno tradizionali- problemi di tipo tecnologico derivanti dall'utilizzo di materie prime locali- scarsa reperibilità di materie prime prodotte in Sardegna.Il siero di latte ovino in polvere, frutto del recupero di un sottoprodotto dell'industria casearia, sarà utilizzato per le caratteristiche delle siero-proteine capaci di dare struttura alla maglia glutinica dell'impasto, mentre la pasta acida avrà il compito, oltre che far di far lievitare l'impasto, di idrolizzare il lattosio contenuto nel siero in polvere, ad opera dei batteri lattici contenuti al suo interno. La degradazione del lattosio nell'impasto eviterà di riportare in etichetta l'indicazione della sua presenza permettendo ai soggetti intolleranti di consumare questi prodotti.L'obiettivo generale del progetto è quello di ottimizzare la produzione di sfarinati di grano duro e tenero di vecchie varietà sarde per la realizzazione di prodotti da forno secondo le moderne tecnologie di produzione, con l'ausilio di un miglioratore (siero di latte ovino in polvere) e della tecnologia del lievito naturale. Ulteriore materiale è reperibile al link:https://www.sardegnaricerche.it/index.php?xsl=370&s=356735&v=2&c=15068&nc=1&qr=1&qp=2&o=1&t=3&fa=1
  • Progetto Cluster: Innovazione di prodotto nel settore della pasta (PAFASEF)
    Il progetto mira ad un percorso di innovazione della produzione di pasta fresca e confezionata grazie all'uso di semola fermentata, un nuovo ingrediente mai utilizzato nella pasta fresca in grado di conferire al prodotto caratteristiche chimico-fisiche e sensoriali differenti dalla pasta comune, in particolare per quanto riguarda il tenore di acidità.Attraverso l'uso delle biotecnologie si vuole ottenere un nuovo prodotto caratterizzato da un elevato valore nutrizionale e un'appropriata shelf life (ossia la vita del prodotto prima della scadenza). In questo si potrà arricchire l'offerta da parte delle imprese di trasformazione, soddisfare le esigenze dei consumatori per le caratteristiche salutistiche e nutrizionali e consentire ai ristoratori l'introduzione nel menù di piatti a forte connotazione territoriale. Ulteriore materiale è reperibile al link:https://www.sardegnaricerche.it/index.php?xsl=370&s=356793&v=2&c=15068&nc=1&qr=1&qp=2&o=1&t=3&fa=1 
  • Rapid Anlysis of Complex Mixtures (RaCoMix)
    L’analitica dei composti glucidici, molecole molto importanti nel settore agroalimentare, è complessa, imprecisa e time-consuming. Le attività del progetto sono state tese alla definizione di protocolli analitici innovativi basati su risonanza magnetica per l’analisi rapida di miscele di standard e sistemi naturali. Le attività sperimentali si sono concentrate sull’ottimizzazione della quantificazione dei singoli glucidi in miscele fino a 10 componenti, sulla riproducibilità, precisione ed accuratezza del dato, al fine di rendere le metodiche affidabili e standardizzabili. Parallelamente, sono state testate nuove metodologie di analisi del dato spettroscopico che possano automatizzare il processo. 
  • Ricerca di Marcatori e Sviluppo di Diagnostici per l’Echinococcosi Cistica (RiMSDEC)
    L’ echinococcosi cistica, una delle più diffuse zoonosi elmintiche, è una patologia causata dallo stadio larvale del cestode Echinococcus granulosus sensu lato. Questa infestione è altamente endemica in alcuni Paesi dell’Europa meridionale e orientale, dove rappresenta un rilevante problema per l’economia e la sanità pubblica. La stretta convivenza tra cane e ovini nelle zone rurali rappresenta un elemento significativamente associato con il perpetuarsi del ciclo del parassita in aree endemiche. Il presente progetto si è proposto di validare gli antigeni sviluppati nei precedenti programmi su un’ampia popolazione sarda, attraverso la collaborazione con il Centro Trasfusionale dell’Ospedale San Francesco di Nuoro, per la diagnostica della EC umana ed al contempo di condurre uno studio organico che miri alla definizione dei profili proteici rilevabili nel metacestode di E. granulosus infestante gli organi ovini. Inoltre, l’estensione dell’analisi proteomica ad alcuni parassiti responsabili di ulteriori patologie nell’ovino ha avuto l’obiettivo di consentire l’identificazione di antigeni impiegabili per l’allestimento di kit diagnostici con migliori caratteristiche di specificità.
  • Ricerca e sviluppo per nuovi paradigmi e algoritmi diagnostici nel controllo dell’infezione epidemica da SARS-CoV-2 (COVID-19) (MS&RNAextra4CoV)
    La diffusione dell’infezione da SARS-CoV-2 ha reso necessaria la disponibilità di sistemi diagnostici ad elevata sensibilità e specificità che rispondano a criticità quali:• Diagnosi urgenti con metodi rapidi;• Diagnosi di routine, con risposta tempestiva o entro 24h (sospetto di COVID, verifica di negativizzazioni, approfondimenti diagnostici);• Sorveglianza sanitaria, con risposta entro 36 ore (personale sanitario, contatti di casi COVID). L’obiettivo del progetto MS&RNAextra4CoV è stato quello di sviluppare protocolli mirati a velocizzare o integrare le procedure attualmente in vigore per la diagnosi diretta dell’infezione da SARS-CoV-2 (COVID-19).Al momento della scrittura progettuale, la metodica ufficiale nei laboratori di diagnostica era essenzialmente basata sull’ estrazione del RNA virale da tamponi rino-faringei e la successiva analisi in RT-PCR.Il progetto si proponeva di sviluppare un workflow che, partendo dalla soluzione di conservazione del tampone contenente il virus, ottimizzi un protocollo di preparazione del campione per la successiva analisi RT-PCR, alternativo all’estrazione dell’RNA, prevista nel protocollo classico, al fine di ridurre i tempi diagnostici per la valutazione della positività a COVID-19.In parallelo si mirava allo sviluppo ed alla messa a punto di nuovi metodi di spettrometria di massa (MS) per la valutazione della positività a COVID-19. 
  • Studio con tecnologie “OMICS” di estratti biologici da pazienti con infezione da SARS-CoV-2 (CovidOmics)
    Nella lotta contro il SARS-CoV-2 e la patologia che esso causa la Severe acute respiratory syndrome, denominata COVID-19, numerose e importanti lacune sono associate alla conoscenza dell'origine, dell'epidemiologia, della durata della trasmissione umana e dello spettro clinico che determina e che determinerà nel tempo.Le moderne tecnologie "OMICS", o tecnologie genomiche, proteomiche e metabolomiche, forniscono uno strumento fondamentale per effettuare una caratterizzazione completa delle molecole biologiche (geni, proteine e metaboliti) coinvolte nella struttura, nella funzione e nella dinamica di un organismo in un determinato momento. Tutto questo è stato reso possibile negli ultimi anni grazie alla crescita delle tecnologie e allo sviluppo di nuove metodologie, come la Next Generation sequencing (NGS), la spettroscopia di massa (MS) e la spettroscopia di risonanza magnetica nucleare (NMR). Lo scopo del progetto CovidOmics è stato quello di utilizzare le tecnologie omiche non solo per caratterizzare i campioni clinici diversi dal classico tampone rino-faringeo, ma anche al fine di identificare le alterazioni metaboliche causate dal SARS-CoV-2. Poiché il quadro clinico dei pazienti affetti da COVID-19 può essere estremamente variabile, tale approccio contribuisce a delineare e identificare con rapidità e precisione quadri clinici di individui differenti.
  • Studio multidisciplinare delle combinazioni farmacologiche efficaci contro l’infezione da SARS-CoV-2 (PharmaCoV)
    Il progetto, inserito in piena pandemia, è stato sviluppato sulla base della considerazione che i ricercatori continuavano a raccogliere quante più informazioni possibili su SARS-CoV-2. Ad oggi, infatti, molti componenti chiave del virus sono ancora sconosciuti o incerti. In questo contesto, ulteriori e consistenti studi scientifici si rendevano necessari, oltre che auspicabili, per trovare terapie che potessero risolvere rapidamente e per tutta la vita l'elevato numero di contagi che il COVID-19 stava e sta causando in tutto il mondo. Infatti, anche attualmente non esiste un trattamento specifico per guarire dal COVID-19, ma vengono somministrate terapie antivirali per curare altre infezioni virali o farmaci testati e commercializzati per il trattamento di altre malattie. Tali farmaci vengono attualmente somministrati ai pazienti COVID-19 sulla base di evidenze cliniche spesso piuttosto limitate, come indicato anche dall’AIFA. Lo scopo della proposta progettuale è stato valutare e testare farmaci già disponibili e utilizzati off-label e di combinarli tra loro al fine di identificare le migliori combinazioni anti-COVID-19. Le tecnologie "OMICS" sono state utilizzate per un approfondito studio che ha incluso approcci di proteomica, genetica molecolare e metabolomica utilizzando tecniche come la spettrometria di massa, la next generation sequencing (NGS), la risonanza magnetica nucleare e l’analisi bioinformatica.L'obiettivo dello studio è stato quello di delucidare i meccanismi di infezione cellulare associati a SARS-CoV-2 e valutare i processi biologici che si verificano durante il trattamento farmacologico, utilizzando la combinazione più adatta selezionata durante lo studio. Inoltre, a causa della rapida espansione di SARS-CoV-2 e delle sue numerose varianti in tutto il mondo, è stata condotta la caratterizzazione genotipica in varie fasi dello studio, attraverso il sequenziamento dell'intero genoma virale.
  • Sviluppo di un sistema diagnostico rapido di tipo Lateral Flow basato su aptameri per la ricerca di proteine di SARS-CoV-2 in campioni biologici (AptaCoV)
    Questa idea progettuale è nata nei primi mesi di pandemia, quando si stava prendendo sempre maggiore consapevolezza della altissima diffusione del COVID-19, associata in alcuni casi ad una grave sintomatologia, che può portare nei casi più gravi al decesso del paziente, in altri ad una asintomatologia, che la rende un'infezione estremamente subdola. Non ultima, la durata del periodo di incubazione che può arrivare fino ad oltre 14 giorni, con ovvi effetti sulla diffusione inconsapevole ed incontrollata.Il progetto AptaCoV si è proposto di sviluppare un prototipo di un sistema diagnostico di tipo antigenico, capace di rilevare in modo pratico, rapido e affidabile la presenza del virus SARS-CoV-2, l'agente eziologico che causa la malattia COVID-19. Il test sviluppato è basato su un sistema di rilevamento basato sulla tecnologia innovativa degli aptameri.
  • Tradizione alimentare Sarda e Salute Intestinale (TRASSIN)
    All’insieme delle comunità microbiche che colonizzano l’intestino è ormai chiaramente attribuito un ruolo fondamentale nel mantenimento della salute intestinale, soprattutto attraverso le funzioni metaboliche microbiche e l’induzione dell’immunità innata intestinale ed extraintestinale. Di grande importanza, inoltre, è la dimostrazione che il microbiota offre un enorme repertorio di potenziali marcatori molecolari associati all’insorgenza di diverse patologie dell’ospite (sia intestinali che sistemiche) e che, a sua volta, in condizioni di equilibrio microbico compromesso, è causa di condizioni infiammatorie e dismetaboliche. È evidente che controllare la qualità del microbiota intestinale equivale a controllare la nostra salute e quella degli animali da reddito o da affezione che dipendono dall’uomo per la loro alimentazione.Negli anni, Porto Conte Ricerche ha consolidato il proprio know how in merito: I) allo sviluppo di metodologie per l’analisi funzionale del microbiota intestinale; II) alla valutazione degli effetti di diete sperimentali in modelli animali; III) all'utilizzo di modelli animali di patologie frequenti in Sardegna (celiachia e diabete mellito); IV) all'utilizzo di modelli animali nei quali è possibile saggiare l’effetto di alimenti della tradizione sarda come il pane Carasau a lievitazione naturale e il casu axedu. Il progetto TRASSIN ha avuto come scopo l’ottenimento di marcatori funzionali indotti da alimenti tradizionali della Sardegna (e/o probiotici derivati da essi) associati alla qualità e alla salute del microbiota intestinale. Il progetto ha rappresentato una prospettiva di enorme interesse sia per la valorizzazione di alimenti e materie prime della produzione della Sardegna, che per l’innovazione in aziende biotech che sviluppano sistemi di monitoraggio dei marcatori molecolari associati al microbiota.
  • Utilizzo della spettroscopia Raman per l'individuazione del SARS-CoV-2 e progettazione di un sistema per misure rapide affidabili (Raman4CoV)
    Precedenti studi hanno già applicato la spettroscopia Raman in condizione di risonanza plasmonica (SERS) ai virus (tra i quali H5N2, H7N2) identificando le “impronte digitali” (vibrazionali) di virus fino a concentrazioni di 102 EID50/mL (50% egg infective dose per mL), con specificità del virus del 90%. Inoltre, è possibile lo studio della presenza di anticorpi virali in siero attraverso la stessa tecnica, raggiungendo, per esempio nel caso del virus Dengue, sensibilità del 100% e specificità del 95%.Il progetto Raman4CoV si è proposto i seguenti obiettivi:l’individuazione mediante spettroscopia Raman del SARS-CoV-2 e dei suoi specifici anticorpi, estratti da tampone o siero, anche attraverso l’aumento di sensibilità garantito dalla tecnica SERS.realizzazione di un prototipo di dimensioni ridotte e potenzialmente impiegabile in differenti settori strategici per l’individuazione in tempi estremamente ridotti del SARS-CoV-2, permettendo lo screening di potenziali soggetti contagiati o positivizzati in tempi rapidi (dell’ordine di qualche minuto) e su platee/flussi elevati. 
  • Valorizzazione del germoplasma sardo di mandorlo per la produzione di dolci tipici (VAGEMAS)
    L'uso delle mandorle in Sardegna è legato prevalentemente alle produzioni dolciarie tradizionali, ma la mancanza di mandorle sarde ha spinto le imprese dolciarie all'utilizzo di mandorle prodotte in altre regioni e nazioni. Il progetto, sviluppato da Agris Ricerca e Porto Conte Ricerche ha agito su due aspetti della filiera: quello della valorizzazione della mandorlicoltura sarda e quello del prodotto finito dolce.Nell’ambito del progetto, Porto Conte Ricerche, ha studiato l’attitudine della mandorla coltivata in Sardegna alla produzione di dolci tradizionali (amaretti) attraverso prove di produzione presso le imprese aderenti al cluster. Sono state utilizzate 4 cultivar di mandorle coltivate in Sardegna. Sui prodotti finiti (amaretti) sono state effettuate analisi chimico-fisiche, strutturali, sensoriali e determinato la durata commerciale sia dei prodotti ottenuti artigianalmente che industrialmente. Le prove effettuate hanno dimostrato che le mandorle prodotte in Sardegna possono essere impiegate nella produzione di amaretti, con differenze tra le produzioni industriali e artigianali. Ulteriore materiale è reperibile al link:https://www.sardegnaricerche.it/index.php?xsl=370&s=356740&v=2&c=15068&nc=1&qr=1&qp=2&o=1&t=3&fa=1 
  • Valorizzazione delle biorisorse dalle produzioni agroalimentari sarde (BioRes)
    La valorizzazione delle biorisorse, ovvero dei residui di produzione ottenuti a seguito della produzione agroindustriale sarda, rappresenta oggigiorno una sfida importante per l'economia regionale. Ci si attende un importante impatto delle innovazioni rivolte allo sfruttamento delle biorisorse residue dalla lavorazione industriale, sia in termini ambientali che di economia circolare. È noto, infatti, che i “residui” rappresentano un potenziale per le aziende sarde, che in essi devono, con l'aiuto della ricerca scientifica, identificare nuove risorse (prodotti finiti o semilavorati) di valore superiore rispetto a prodotti. Tali risorse attualmente vengono smaltite, costituendo un costo per le imprese, e il progetto BioRes intende proporre applicazioni biotecnologiche atte a trasformarle per creare nuovi prodotti che generino, quindi, nuovi capitali. Tutto questo non può prescindere da un'accurata caratterizzazione molecolare e funzionale delle biorisorse, fondamentale per valutare un loro possibile riutilizzo, nonché per guidare il processo di trasformazione. Il progetto BioRes mira a identificare la composizione dei residui, per poi indirizzare il loro riutilizzo nell’industria alimentare, nelle filiere della biocosmesi, della farmaceutica o per generare materiali innovativi biocompatibili ed ecosostenibili.
  • Water in Food (WINFOOD)
    Sulla base della conoscenza analitica del ruolo dell'acqua nella shelf-life dei prodotti alimentari, il progetto ha permesso di caratterizzare l’effetto di nuovi ingredienti funzionali (detti clean label, cioè sani, genuini, a base di componenti naturali) che modulano lo stato dell'acqua e le sue interazioni nell'alimento (un dolce a base di pasta di mandorle), migliorandone le caratteristiche qualitative durante la shelf-life. Sebbene l'uso di tali ingredienti sia molto diffuso nelle più importanti produzioni nazionali (ed internazionali), ancora molti prodotti tradizionali sardi non ne sfruttano le peculiarità. Sono stati ottenuti dati reologici e chimico-fisici a diverse percentuali nell’impasto di additivi clean label, dimostrandone l’efficacia durante la shelf life.
  • S.P. 55 Km 8,400 - Località Tramariglio n. 15 - 07041 Alghero (SS) Italia

    Tel [+39] 079 998400